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		<title>Ja zur Hausarztmedizin</title>
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			<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 01:00:00 +0100</pubDate>
			
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			<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 01:00:00 +0100</pubDate>
			
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			<title>L’iniziativa  popolare «Sì alla medicina di famiglia» non sarà ritirata</title>
			<link>http://www.samf.ch/it/notizie/attualita/attualita-dettagli/artikel/volksinitiative-ja-zur-hausarztmedizin-kein-rueckzug-der-initiative/</link>
			<description>Communiquée, Berna</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>Il comitato d’iniziativa e l’Associazione dei Medici di famiglia e dell’infanzia svizzeri, riuniti ieri a Berna, hanno esaminato il controprogetto diretto del Consiglio federale e il relativo messaggio e hanno deciso di non ritirare l’iniziativa.</strong>
I Medici di famiglia e dell’infanzia riconoscono gli sforzi del Consiglio federale a sostegno della medicina di famiglia. Ciononostante il controprogetto non soddisfa le aspettative degli iniziativisti, in particolare il ruolo dei medici di famiglia e dell’infanzia non è stato chiarito.<br />Nel suo messaggio il Consiglio federale non riconosce ancora la reale dimensione della carenza di medici di famiglia e dell’infanzia.
Mancano misure concrete per migliorare la formazione e la formazione continua nonché&nbsp; le condizioni quadro per l’esercizio della professione attraverso le quali garantire che, anche in futuro,&nbsp; la popolazione possa continuare a contare su prestazioni&nbsp; ottimali nel campo della medicina di famiglia.
Nel suo messaggio il Consiglio federale ha proposto diverse misure d’urgenza. Dal punto di vista degli iniziativisti mancano tuttavia misure importanti quali l’adeguamento delle tariffe di laboratorio o la garanzia del&nbsp; finanziamento a livello svizzero dei posti destinati alla formazione in studio per i futuri medici di famiglia.
Per questi motivi, i medici di famiglia e dell’infanzia svizzeri non vedono nelle fondamenta del controprogetto e del relativo messaggio del&nbsp; Consiglio federale alcun motivo peri ritirare l’iniziativa popolare “Sì alla Medicina di famiglia”.]]></content:encoded>
			
			
			<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 17:05:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>No al controprogetto – Si all’iniziativa popolare!</title>
			<link>http://www.samf.ch/it/notizie/attualita/attualita-dettagli/artikel/nein-zum-gegenentwurf-ja-zur-volksinitiative/</link>
			<description>Comunicato stampa</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>Il comitato promotore «Sì alla medicina di famiglia» e  l’Associazione svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri respingono  fermamente il controprogetto del Consiglio federale concernente  l’iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia», perché non  accoglie le richieste dell’iniziativa e non contribuisce a risolvere gli  impellenti problemi che affliggono i servizi medici di base (carenza di  medici di famiglia).</strong>
Secondo il Comitato promotore, il controprogetto non costituisce  un’alternativa all’iniziativa popolare ma rappresenta una proposta del  Consiglio federale concernente la medicina di base nell’intento di  perseguire obiettivi e progetti propri. I motivi principali del nostro  rigetto sono i seguenti:
<ul><li>Il controprogetto si basa su un’idea di servizi medici di base  che non corrisponde a quella dei promotori dell’iniziativa popolare.  Soprattutto esso non contiene alcuna definizione del termine servizi  medici di base e non è chiaro che tipo di medicina di famiglia debba  essere pro- mossa. Nel suo controprogetto il Consiglio federale menziona  tutta una serie di professioni e attività che potrebbero rientrare nei  servizi medici di base senza però fissare alcun limite. Lo stesso  dicasi per il ruolo della medicina di famiglia nei servizi medici di  base. Tale ruolo viene definito «essenziale» ma non è affatto chiaro  quali competenze debba avere la medicina di famiglia. Inoltre il  controprogetto prende le mosse da un’idea antiquata di medicina di base.  Nella moderna medicina di base gli individualisti non dominano più la  scena da tempo, ma i medici di famiglia sono strettamente collegati con  tutti gli altri attori dei servizi medici di base.<br /><br />La definizione  del comitato promotore, invece, è chiara: i medici di famiglia e i  pediatri devono stare al centro dei servizi medici di base. Ciò  significa che il medico di famiglia deve venire prima di tutti ed essere  considerato «primus inter pares» nei servizi medici di base. I medici  di famiglia e i pediatri sono i primi interlocutori in caso di problemi  di salute e sono assistenti personali nel lungo periodo, ma anche coloro  che hanno una visione d’insieme del paziente soprattutto considerata la  crescente specializzazione e la sempre maggiore segmentazione della  medicina.<br /><br /></li><li>Tutto ciò presuppone una formazione e un  perfezionamento professionale di ottimo livello per i medici di famiglia  e i pediatri. Solo medici di famiglia e pediatri altamente qualificati  sono in grado di seguire i pazienti in modo efficace e non esoso  attraverso il sistema sanitario, e di garantire l’elevata qualità  dell’attuale medicina di famiglia. L’iniziativa popolare vuole dunque  garantire una formazione universitaria e un perfezionamento  professionale qualificato di almeno cinque anni. Il controprogetto non  entra assolutamente nel merito di tutto questo. Anzi, c’è persino il  pericolo che la sua attuazione comporti una sorta di svalutazione della  professione di medico di famiglia, in quanto potrebbe prevedere una  formazione addirittura peggiore di quella garantita oggi. Questo  infliggerebbe un colpo mortale alla medicina di famiglia e  determinerebbe un notevole scadimento qualitativo del nostro sistema  sanitario!<br /><br /></li><li>Diversamente dall’iniziativa, il  controprogetto non propone soluzioni utili per superare i problemi  esistenti nei servizi medici di base e non indica in che modo si possa  continuare a garantire la medicina di famiglia a dispetto della  crescente penuria di medici di famiglia. Il controprogetto ignora così  una rivendicazione centrale dell’iniziativa. L’art. 117a cpv. 1 del  controprogetto riconosce che la medicina di famiglia è «una componente  essenziale della medicina di base» e la definisce degna di essere  promossa, ma le disposizioni successive non si allineano in alcun modo a  questa «promessa».<br />2 – No al controprogetto – Sì all’iniziativa popolare!<br /><br /></li><li>Il  controprogetto resta molto sul vago circa le misure da attuare a breve  termine, mentre si spinge molto lontano quando dice di voler dare alla  Confederazione ampie facoltà e potenti strumenti di controllo per  garantire i servizi medici di base. Questa nuova competenza di  pianificazione e regolamentazione (anche sussidiaria e condizionata)  mette in questione la tradizionale ripartizione dei compiti fra  Confederazione e Cantoni e promuove una «medicina di Stato» che i  promotori dell’iniziativa non auspicano di certo.<br /><br /></li><li>Il  controprogetto non prevede inoltre alcuna misura – peraltro estremamente  urgente – per aumentare l’attrattiva di questa professione e per  indurre un maggior numero di giovani medici a scegliere la medicina di  famiglia. Il controprogetto e i chiarimenti contengono inoltre una serie  di accuse e false dichiarazioni nei confronti dell’iniziativa popolare:<br /><br /></li><li>la  dichiarazione secondo cui l’iniziativa sarebbe frutto di opportunismo e  privilegerebbe la categoria professionale dei medici di famiglia è  falsa e contraria agli scopi dei promotori. In realtà i promotori  vogliono rafforzare e garantire la medicina di famiglia affinché  continui a essere al servizio della gente e perché assuma un ruolo più  consistente.<br /><br /></li><li>Si accusa, ma non si dimostra, che  l’iniziativa comporterebbe costi elevati perché la Confederazione  dovrebbe emanare direttive sull’accesso garantito alla professione,  sull’agevolazione all’esercizio della professione, sull’ampliamento dei  servizi medici di famiglia e su una equa rimunerazione. In realtà la  medicina di famiglia rappresenta la soluzione più economica dato che  (con circa il 7% dell’intera spesa sanitaria, nei loro studi i medici di  famiglia e i pediatri risolvono il 90% circa dei problemi di salute dei  loro pazienti!). Tutti gli studi internazionali dimostrano che un  sistema sanitario basato sulla medicina di famiglia è il sistema  sanitario più conveniente! Senza pregiudizi per la qualità!<br /><br /></li><li>Non  è vero, come si dichiara nei chiarimenti relativi al controprogetto,  che l’iniziativa popolare porta a «una via di accesso univoca alle  cure», perché prevede che i medici di famiglia e i pediatri siano i  primi interlocutori dei pazienti. E non è vero neppure che ciò  «comporterebbe pesanti conseguenze nella libera scelta del medico»! In  realtà, il medico di famiglia è il primo interlocutore del paziente  per definizione e non certamente per costrizione.</li></ul>
<strong>Conclusione</strong><br />Il controprogetto del Consiglio federale non  tiene assolutamente conto dei principi sostenuti dall’iniziativa  popolare «Sì alla medicina di famiglia». Non accoglie le principali  richieste dell’iniziativa popolare e parte da un concetto di servizi  medici di base che non corrisponde a quello dei promotori.
Per i promotori dell’iniziativa popolare è inoltre inaccettabile che  il DFI voglia realizzare propri obiettivi politici nascondendosi dietro  a un controprogetto e che voglia arrogarsi la competenza di introdurre  un progetto che non ha nulla a che vedere con la promozione della  medicina di famiglia (ad es. progetto e-Health).
Per chiarimenti:
<ul><li>Prof. Dr. med. Peter Tschudi, presidente del comitato promotore dell‘iniziativa,<br />cellulare 079 232 74 08</li><li>Dr. med. Marc Müller, presidente dell’Associazione svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri,<br />cellulare 079 434 44 79</li><li>Dr. med. François Héritier, vicepresidente dell’Associazione svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri,<br />cellulare 079 280 09 89</li><li>Prof. Dr. iur. et lic.oec. Heinrich Koller, avvocato, ex direttore UFG/DFGP,<br />cellulare 079 356 19 39</li><li>Bernhard Stricker, addetto stampa dell’iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia»,<br />tel. 031 311 40 91/cellulare 079 318 40 23</li></ul>]]></content:encoded>
			<category>Allgemein</category>
			
			
			<pubDate>Tue, 17 May 2011 09:53:00 +0200</pubDate>
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			<link>http://www.samf.ch/it/notizie/attualita/attualita-dettagli/</link>
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			<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 01:00:00 +0100</pubDate>
			
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			<title>Il 31 marzo 2011 prende il via il tour de Suisse della medicina di famiglia «Io e il mio medico di famiglia: insieme va meglio!»</title>
			<link>http://www.samf.ch/it/notizie/attualita/attualita-dettagli/artikel/start-zur-tour-des-suisse-der-hausarztmedizin-am-3132011-mein-hausarzt-und-ich-gemeinsam-gew/</link>
			<description>Comunicato stampa</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>Indipendentemente dal processo politico ufficiale, che inizierà nell’aprile del 2011 con la consultazione sul controprogetto del Consiglio federale in merito all’iniziativa popolare «SÌ alla medicina di famiglia», il 31 marzo 2011 i medici di famiglia svizzeri lanceranno una campagna di sensibilizzazione con il motto «Io e il mio medico di famiglia: insieme va meglio!» perché la sopravvivenza della medicina di famiglia è in grave pericolo.</strong>
I pediatri e i medici di famiglia svizzeri prendono l’iniziativa: giovedì 31 marzo 2011 toglieranno i veli a un autobus appositamente trasformato per l’occasione su cui campeggia il motto <strong>«Io e il mio medico di famiglia: insieme va meglio!»</strong>. Nei prossimi anni (fino alla data della votazione) quest’autobus farà il giro della Svizzera per spiegare alla popolazione l’importanza della medicina di famiglia e le questioni che stanno a cuore ai pediatri e ai medici di famiglia. L’autobus farà una prima tappa a Soletta, dove il 2 aprile si terrà il primo congresso dei «Giovani medici di famiglia della Svizzera».
Con questo «Tour de Suisse», il comitato promotore intende trasmettere alla popolazione principalmente tre messaggi:
<ul><li><strong>Preoccupa la carenza di medici di famiglia</strong>: se le cose non cambieranno, fra cinque anni la metà dei medici di famiglia attualmente in servizio andrà in pensione senza aver trovato un successore. E fra dieci anni – secondo una stima basata sul numero odierno di medici di famiglia – lavorerà solo un quarto dei medici di famiglia. In pratica, ciò significa che solo per mantenere lo status quo degli attuali servizi medici di base, entro il 2016 serviranno all’incirca 3200 nuovi medici di famiglia e 4700 circa entro il 2021 con lo stesso grado di occupazione dei medici di famiglia uscenti. Ma solo il 10% degli attuali studenti di medicina vogliono diventare medici di famiglia. In futuro, dunque, il servizio medico di base fornito dai medici di famiglia e dai pediatri non sarà più garantito.<br /><br /></li><li>I medici di famiglia e i pediatri devono assumere una <strong>posizione chiave</strong> nel servizio medico di base. Un sistema sanitario economicamente conveniente, efficace e vicino ai pazienti presuppone che i medici di famiglia e i pediatri assumano <strong>la</strong> posizione chiave nell’ambito del servizio medico di base. Nel nostro sistema sanitario, sono gli unici a possedere le competenze chiave per assistere e consigliare in modo ottimale i loro pazienti.<br /><br /></li><li><strong>La professione di pediatra e medico di famiglia va rivalutata.</strong> Questa professione deve tornare ad esercitare un’attrattiva nei confronti dei giovani medici perché l’elevato livello qualitativo dell’odierno sistema sanitario può essere mantenuto solo se un numero sufficiente di giovani medici sceglieranno di diventare medici di famiglia. È per questo che con l’iniziativa popolare «SÌ alla medicina di famiglia» il comitato promotore chiede senza mezzi termini e senza compromessi una formazione e un perfezionamento professionale eccellenti per i futuri medici di famiglia, l’abolizione di inutili ostacoli amministrativi (che impediscono di svolgere un’attività ambulatoriale di alta qualità e in linea coi tempi) e un sistema tariffario che finalmente equipari i medici di famiglia ai medici specialisti.</li></ul>
<strong>Nell’autobus dei medici di famiglia </strong>parleremo dettagliatamente di tutto questo sulla scorta di vari esempi e di diversi strumenti. Il tutto sarà completato da un’esposizione outdoor e una indoor sulla medicina di famiglia. Saranno illustrati i compiti fondamentali del medico di famiglia nel nostro sistema sanitario (l‘attività quotidiana svolta sia in campagna che in città, che prevede anche l’intervento in caso d’emergenza, di notte e nei fine settimana). Inoltre si sensibilizzerà l‘opinione pubblica sulle drastiche conseguenze della carenza di medici di famiglia.
Non c’è tempo da perdere: la sempre più evidente carenza di medici di famiglia non permette di rimandare ulteriormente il problema. Sul piano politico, finora tutti i tentativi di coprire il fabbisogno di pediatri e medici di famiglia e di arginare la carenza di questa importante figura professionale sono falliti. Per questo motivo, il 1° ottobre del 2009 i medici di famiglia hanno lanciato l’iniziativa SÌ alla medicina di famiglia, raccogliendo e presentando più di 200.000 firme valide il 1° aprile del 2010.
L’iniziativa popolare «SÌ alla medicina di famiglia» è il primo grande progetto dell’Associazione professionale svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri («Medici di famiglia Svizzera»), fondata il 17 settembre 2009, e la più grande iniziativa politica nella storia dei medici di famiglia svizzeri. Naturalmente all’iniziativa partecipano anche tutte le attuali società di prestazioni sanitarie di base che si sono unite alla nuova associazione di categoria.
Per chiarimenti:
<ul><li>Prof. Dr. med. Peter Tschudi, presidente del comitato promotore dell‘iniziativa<br />cellulare 079 232 74 08<br /><br /></li><li>Dr. med. Marc Müller, presidente dell’Associazione svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri («Medici di famiglia Svizzera»)<br />cellulare 079 434 44 79<br /><br /></li><li>Dr. med. François Héritier, vicepresidente dell’Associazione svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri («Medici di famiglia Svizzera»)<br />cellulare 079 280 09 89<br /><br /></li><li>Dr. med. Franco Denti, vicepresidente del comitato promotore<br />cellulare 079 686 77 66<br /><br /></li><li>Bernhard Stricker, addetto stampa dell’iniziativa popolare SÌ alla medicina di famiglia<br />tel. 031 311 40 91 / cellulare 079 318 40 23</li></ul>
Ulteriori informazioni ai siti <link http://www.hausaerzteschweiz.ch/ _blank - www.hausaerzteschweiz.ch>www.hausaerzteschweiz.ch</link>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 18:26:00 +0200</pubDate>
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