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17.05.11Comunicato stampa

No al controprogetto – Si all’iniziativa popolare!

Il comitato promotore «Sì alla medicina di famiglia» e l’Associazione svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri respingono fermamente il controprogetto del Consiglio federale concernente l’iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia», perché non accoglie le richieste dell’iniziativa e non contribuisce a risolvere gli impellenti problemi che affliggono i servizi medici di base (carenza di medici di famiglia).

Secondo il Comitato promotore, il controprogetto non costituisce un’alternativa all’iniziativa popolare ma rappresenta una proposta del Consiglio federale concernente la medicina di base nell’intento di perseguire obiettivi e progetti propri. I motivi principali del nostro rigetto sono i seguenti:

  • Il controprogetto si basa su un’idea di servizi medici di base che non corrisponde a quella dei promotori dell’iniziativa popolare. Soprattutto esso non contiene alcuna definizione del termine servizi medici di base e non è chiaro che tipo di medicina di famiglia debba essere pro- mossa. Nel suo controprogetto il Consiglio federale menziona tutta una serie di professioni e attività che potrebbero rientrare nei servizi medici di base senza però fissare alcun limite. Lo stesso dicasi per il ruolo della medicina di famiglia nei servizi medici di base. Tale ruolo viene definito «essenziale» ma non è affatto chiaro quali competenze debba avere la medicina di famiglia. Inoltre il controprogetto prende le mosse da un’idea antiquata di medicina di base. Nella moderna medicina di base gli individualisti non dominano più la scena da tempo, ma i medici di famiglia sono strettamente collegati con tutti gli altri attori dei servizi medici di base.

    La definizione del comitato promotore, invece, è chiara: i medici di famiglia e i pediatri devono stare al centro dei servizi medici di base. Ciò significa che il medico di famiglia deve venire prima di tutti ed essere considerato «primus inter pares» nei servizi medici di base. I medici di famiglia e i pediatri sono i primi interlocutori in caso di problemi di salute e sono assistenti personali nel lungo periodo, ma anche coloro che hanno una visione d’insieme del paziente soprattutto considerata la crescente specializzazione e la sempre maggiore segmentazione della medicina.

  • Tutto ciò presuppone una formazione e un perfezionamento professionale di ottimo livello per i medici di famiglia e i pediatri. Solo medici di famiglia e pediatri altamente qualificati sono in grado di seguire i pazienti in modo efficace e non esoso attraverso il sistema sanitario, e di garantire l’elevata qualità dell’attuale medicina di famiglia. L’iniziativa popolare vuole dunque garantire una formazione universitaria e un perfezionamento professionale qualificato di almeno cinque anni. Il controprogetto non entra assolutamente nel merito di tutto questo. Anzi, c’è persino il pericolo che la sua attuazione comporti una sorta di svalutazione della professione di medico di famiglia, in quanto potrebbe prevedere una formazione addirittura peggiore di quella garantita oggi. Questo infliggerebbe un colpo mortale alla medicina di famiglia e determinerebbe un notevole scadimento qualitativo del nostro sistema sanitario!

  • Diversamente dall’iniziativa, il controprogetto non propone soluzioni utili per superare i problemi esistenti nei servizi medici di base e non indica in che modo si possa continuare a garantire la medicina di famiglia a dispetto della crescente penuria di medici di famiglia. Il controprogetto ignora così una rivendicazione centrale dell’iniziativa. L’art. 117a cpv. 1 del controprogetto riconosce che la medicina di famiglia è «una componente essenziale della medicina di base» e la definisce degna di essere promossa, ma le disposizioni successive non si allineano in alcun modo a questa «promessa».
    2 – No al controprogetto – Sì all’iniziativa popolare!

  • Il controprogetto resta molto sul vago circa le misure da attuare a breve termine, mentre si spinge molto lontano quando dice di voler dare alla Confederazione ampie facoltà e potenti strumenti di controllo per garantire i servizi medici di base. Questa nuova competenza di pianificazione e regolamentazione (anche sussidiaria e condizionata) mette in questione la tradizionale ripartizione dei compiti fra Confederazione e Cantoni e promuove una «medicina di Stato» che i promotori dell’iniziativa non auspicano di certo.

  • Il controprogetto non prevede inoltre alcuna misura – peraltro estremamente urgente – per aumentare l’attrattiva di questa professione e per indurre un maggior numero di giovani medici a scegliere la medicina di famiglia. Il controprogetto e i chiarimenti contengono inoltre una serie di accuse e false dichiarazioni nei confronti dell’iniziativa popolare:

  • la dichiarazione secondo cui l’iniziativa sarebbe frutto di opportunismo e privilegerebbe la categoria professionale dei medici di famiglia è falsa e contraria agli scopi dei promotori. In realtà i promotori vogliono rafforzare e garantire la medicina di famiglia affinché continui a essere al servizio della gente e perché assuma un ruolo più consistente.

  • Si accusa, ma non si dimostra, che l’iniziativa comporterebbe costi elevati perché la Confederazione dovrebbe emanare direttive sull’accesso garantito alla professione, sull’agevolazione all’esercizio della professione, sull’ampliamento dei servizi medici di famiglia e su una equa rimunerazione. In realtà la medicina di famiglia rappresenta la soluzione più economica dato che (con circa il 7% dell’intera spesa sanitaria, nei loro studi i medici di famiglia e i pediatri risolvono il 90% circa dei problemi di salute dei loro pazienti!). Tutti gli studi internazionali dimostrano che un sistema sanitario basato sulla medicina di famiglia è il sistema sanitario più conveniente! Senza pregiudizi per la qualità!

  • Non è vero, come si dichiara nei chiarimenti relativi al controprogetto, che l’iniziativa popolare porta a «una via di accesso univoca alle cure», perché prevede che i medici di famiglia e i pediatri siano i primi interlocutori dei pazienti. E non è vero neppure che ciò «comporterebbe pesanti conseguenze nella libera scelta del medico»! In realtà, il medico di famiglia è il primo interlocutore del paziente per definizione e non certamente per costrizione.

Conclusione
Il controprogetto del Consiglio federale non tiene assolutamente conto dei principi sostenuti dall’iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia». Non accoglie le principali richieste dell’iniziativa popolare e parte da un concetto di servizi medici di base che non corrisponde a quello dei promotori.

Per i promotori dell’iniziativa popolare è inoltre inaccettabile che il DFI voglia realizzare propri obiettivi politici nascondendosi dietro a un controprogetto e che voglia arrogarsi la competenza di introdurre un progetto che non ha nulla a che vedere con la promozione della medicina di famiglia (ad es. progetto e-Health).

Per chiarimenti:

  • Prof. Dr. med. Peter Tschudi, presidente del comitato promotore dell‘iniziativa,
    cellulare 079 232 74 08
  • Dr. med. Marc Müller, presidente dell’Associazione svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri,
    cellulare 079 434 44 79
  • Dr. med. François Héritier, vicepresidente dell’Associazione svizzera dei medici di famiglia e dei pediatri,
    cellulare 079 280 09 89
  • Prof. Dr. iur. et lic.oec. Heinrich Koller, avvocato, ex direttore UFG/DFGP,
    cellulare 079 356 19 39
  • Bernhard Stricker, addetto stampa dell’iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia»,
    tel. 031 311 40 91/cellulare 079 318 40 23